Quarta partecipazione consecutiva di Apofruit Italia a Marca dove ha presentato alcuni dei progetti più innovativi. Ne abbiamo parlato con Mirco Zanelli, direttore commerciale.
Sviluppare nuove varietà per salvare il made in Italy

Il focus alla Fiera ha riguardato alcune produzioni premium. A cominciare dal kiwi Dulcis, che ha aperto una nuova segmentazione del frutto a polpa verde grazie al gusto dolce tipico di quello giallo. E poi la mela dolce e succosa Candine, varietà Regal You, coltivata soprattutto in Emilia-Romagna, di cui la cooperativa detiene in esclusiva la produzione e la commercializzazione per il nostro Paese; la mela Joya, la pera Fred, il mini peperone senza semi Angello-Solarelli e le nuove varietà di fragole di alta qualità sempre a marchio Solarelli. E le iniziative di cui è partner strategico, come il carciofo Violì e l’innovativa cipolla Sunions che non fa piangere.
“La marca del distributore -ha raccontato Mirco Zanelli, direttore commerciale – è sempre più fondamentale anche all’interno della produzione italiana ed è opportuno che si indirizzi verso i prodotti di alta gamma e qualità che sono una nostra specificità. Quest’anno abbiamo lanciato Dulcis, che è presente nelle principali catene distributive italiane: un kiwi verde italiano, con caratteristiche organolettiche simili a quello giallo che sta cominciando in questi anni la produzione nel nostro Paese”.
Le riflessioni si sono concentrate anche sulle difficoltà del comparto. “Il mondo dell’ortofrutta è attraversato dalle grosse problematiche climatiche che influiscono sulla disponibilità del prodotto, creano forte inflazione e diminuiscono così i consumi. Il reparto subirà nei prossimi anni cambiamenti, ha necessità di modificare rapidamente gli assortimenti. L’attenzione maggiore dei nostri produttori è pertanto cercare nuove varietà, brand, nuovi metodi di coltivazione per salvaguardare la produzione made in Italy”.