“Serve agire al più presto per permettere la vendita delle mele (e di pere e uva) in Cina, non è possibile che Francia e Polonia possano e l’Italia no!”. Così Carlo Lingua, a.d. di Rk Growers, porta alla luce lo spinoso argomento dei mancati accordi fitosanitari tra Italia e Cina che permetterebbero alle mele italiane di raggiungere il grande mercato cinese.
Un appello lanciato alla politica e ai funzionari ministeriali, per poter accelerare la stesura di accordi bilaterali per non lasciare tagliata fuori una parte, molto significativa, della produzione ortofrutticola italiana. Al momento i protocolli ci sono solo per kiwi, limoni e arance.
In Cina arriva la ciliegia dell’Uzbekistan ma non la mela italiana
Secondo quanto riporta il sito cinese, Produce Report, il 30 maggio scorso l’amministrazione generale delle dogane ha emesso l’ultima lista di accesso in Cina alla frutta fresca importata.
Se per la ciliegia uzbeka si sono aperte le frontiere cinesi, per la frutta italiana si resta ai 3 frutti citati prima, un rapido sguardo alla tabella contenuta nell’articolo può portare alla luce l’ordine sparso in cui i Paesi europei si muovono, e non solo per un fattore di specializzazione su un particolare prodotto, ma proprio per una mancanza di strategia comunitaria condivisa.