“Un clamoroso successo”. Così Renzo Piraccini, presidente di Macfrut, ha commentato l’Italian Berry Day, la giornata dedicata ai piccoli frutti che si è svolta a Rimini in occasione della Fiera internazionale dell’ortofrutta.
La superficie coltivata in Italia aumenta anche al Sud, il 30% è bio
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L’evento ha attratto l’interesse di circa 300 iscritti provenienti da tutti i continenti (Europa, America, Africa, Asia). Sul palco si sono alternati ospiti ed esperti internazionali, rappresentanti di organizzazioni di filiera, enti di ricerca e società di ricerca di marketing. Gli interventi hanno toccato i principali temi riguardanti la produzione, il commercio internazionale, il marketing, la grande distribuzione, la qualità.
I piccoli frutti anche nel 2020 hanno avuto una buona performance. La migliore è per i mirtilli (+29,9% a valore e +25,7% a volume), mentre è negativa per i ribes (-26.4% a volume e -22,5% a valore), come ha raccontato Marco Pellizzoni, direttore commerciale Consumer Panel & Services, GFK Italia.
In Europa la stima è di consumi triplicati nel giro di 5-7 anni, 650 mila tonnellate. Olanda, Inghilterra, Spagna, Francia i Paesi con la maggiore crescita: in Germania il prodotto bio in un anno ha avuto un balzo del 40%. In Italia la superficie di coltivazione è aumentata del 10% nel 2021 e il 30% è biologica. Dal Nord, dove il Piemonte è leader con 800 ettari, si sta spostando anche a Sud (200 ettari). A fronte di un export ancora limitato, nel 2020 sono entrate nel nostro Paese 17400 tonnellate di piccoli frutti, soprattutto da Spagna e Cile.
Opportunità anche con il fuori suolo

Le proprietà salutistiche dei polifenoli dei frutti di bosco sono un autentico plus, su cui c’è l’attenzione della ricerca internazionale. Per i mirtillo le nuove opportunità di crescita per l’Italia vanno soprattutto nella direzione del bio e del local, facendo attenzione all’effetto crunch, e dunque alla selezione delle varietà (Duke, Blue Ribbon, Topshelf, Valor, Cargo e Last Call le cultivar del futuro), che si afferma come trend, come ha spiegato Andrea Pergher, Supporto tecnico e vendita Sud-Est Europa e Regno Unito, Fall Creek Farm & Nursery. La categoria dei piccoli frutti si presenta però ancora molto frammentata sugli scaffali della gdo, come ha osservato Thomas Drahorad, presidente, NCX Drahorad.
Tra i vari temi affrontati, la coltivazione del mirtillo gigante americano in fuori suolo (Tommaso Pantezzi, responsabile Unità Frutticoltura e piccoli frutti, Fondazione Mach); shelf-life e packaging attivo (Luigi Garavaglia, Quality Assurance, R&D manager, Ilip); la coltivazione dei berries in ambienti non autoctoni e gli schermi protettivi (Giuseppe Netti, Technical Sales Support, Arrigoni); i focus sulla produzione in Cile (Andrés Armstrong, direttore esecutivo, Chilean Blueberry Committee) e Marocco, dove la crescita produttiva tra il 2016 e 2018 è stata del 120% (Amin Bennani, presidente, Ampfr, Association Marocaine Producteurs Fruits Rouges); le opportunità e sfide per l’export di berries dall’emisfero Sud (Marta Betancur, vicepresidente, Shaffe-Southern Hemisphere Association of Fresh Fruit Exporters).