Numeri positivi per il bilancio della stagione 2023-24 del Consorzio Melinda presentato al Consiglio di Amministrazione, nonostante una congiuntura macroeconomica sfavorevole. Circa 400mila le tonnellate (contro le 380mila del 2022), per un fatturato lordo di oltre 350 milioni con circa 200 milioni di liquidato.
Per quest’anno la contrazione produttiva è del 7% in Trentino e del 9% in Alto Adige
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I numeri non devono però nascondere uno scenario che denota alcune criticità. L’Europa sta sperimentando quest’anno un forte calo della produzione sulla spinta del fattore climatico, con una contrazione produttiva registrata in Trentino (-7%, secondo le stime di Assomela) e in Alto Adige (-9%), comparsa di nuovi patogeni, significativi aumenti dei costi, del personale così come dei fattori produttivi, la persistente tensione geopolitica, con la crisi del Mar Rosso.
“Sul fronte commerciale, l’annata è stata caratterizzata ancora una volta da una contrazione della domanda da parte dei consumatori” fa notare Luca Zaglio, direttore generale di Melinda.
Soddisfazione per i risultati, frutto dell’impegno del sistema cooperativo, da parte di Ernesto Seppi, presidente del Consorzio Melinda, che indica necessario puntare su investimenti strategici a difesa della produzione. “L’esito complessivamente positivo della campagna commerciale nasce da un grande lavoro di sistema -aggiunge -. L’impatto del cambiamento climatico diventa sempre più evidente mentre la presenza delle fitopatologie resta un problema serio – basti pensare al forte impatto degli scopazzi nel nostro territorio – al pari di quelli relativi ai costi sostenuti dagli agricoltori e alla difficoltà di reperimento della manodopera. Di fronte a queste sfide occorre conservare una solida visione di medio-lungo termine per lo sviluppo di soluzioni condivise nell’ambito di una filiera sempre più integrata per difendere le marginalità dei produttori”.